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giovedì 4 ottobre 2012

Dialogo molto serio sull'immondizia


“Mamma, perché il sindaco non toglie l’immondizia dalla strada?” Chiedeva ieri il piccolo alla sua mamma mentre lo conduceva a scuola. “Stai attento alla strada, non vedi che passano le macchine!” . “Mamma, ma il sindaco non deve risolvere i problemi dei cittadini, perché non toglie l’immondizia? . “Ricordati che oggi viene a prenderti papà e non dimenticare la merendina dentro lo zainetto!”.” Va bene mamma, lo chiederò alla maestra perché il sindaco non toglie l’immondizia dalle strade!” Avranno sicuramente un gran da fare le maestre nelle nostre scuole a spiegare ai bambini come si fa a rispettare l’ambiente, quando cumuli di immondizie sovrastano gli ingressi delle scuole e centinaia di discariche abusive, ormai da anni, abbrutiscono un territorio una volta bellissimo, poi deturpato dal cemento colato a tonnellate sotto lo sguardo di amministratori “distratti”,  oggi ingiuriato dal fetore e dalla vista dissacrante di sacchi multicolori. All’immondizia ci si abitua. Come ci si abitua alle prepotenze e alla violenza. E’ così che il senso comune si forma e costruisce la coscienza collettiva che s’incunea fino a plasmare la coscienza del singolo individuo. Oggi si riunisce il consiglio comunale, come l’anno scorso, per decidere come il sindaco deve togliere l’immondizia dalle strade. Sapranno i nostri eroi decidere in modo che le maestre diano una risposta ai bambini prima che arrivino all’esame di maturità?
 




mercoledì 5 settembre 2012

L'AMIU chiude. Per ammessa incapacità!



Dopo quasi mezzo secolo, chiude a Vittoria l’azienda municipalizzata di igiene urbana. Va via un pezzo di storia di questa Città, ma segna anche la sconfitta di tante battaglie ideali, di tanti che hanno creduto nella pubblicità dei servizi pubblici essenziali. Ci si potrebbe chiedere a questo punto perché lottare per l’acqua pubblica se le premesse ci portano alle stesse conclusioni: il privato fa risparmiare l’ente pubblico! La delibera con cui la Giunta Municipale rivolge l’invito al Consiglio Comunale di dismettere l’azienda speciale è un capolavoro di superficialità,  di indolenza, di doppiezza. Nessun cenno autocritico, né un esame serio ed analitico dei motivi che stanno alla base di una scelta che, comunque, segna una svolta per Vittoria e e i suoi cittadini. Per più di 16 mesi è stato annunciato alla cittadinanza tutto e il contrario di tutto. L’ultima trovata: l’AMIU chiude per legge! Ma come mai nella delibera della Giunta non si fa cenno a tale legge! L’AMIU, come si legge bene nella delibera chiude per manifesta incapacità; perché i bilanci degli ultimi cinque anni sono in perdita di svariati milioni di euro; perché il presidente e il direttore si sono rifiutati di rispondere alle pressanti richieste di presentazione dei rendiconti da parte degli uffici deputati al controllo; perché come recita testualmente la delibera  "l’Azienda negli anni ha svolto una funzione sociale”, cioè è andata oltre l’esercizio delle funzioni statutarie soddisfacendo un ingordo bisogno di pratiche clientelari assolutamente estranee alle reali esigenze dell’Ente; perché l’Assessore alla trasparenza ha denunciato l’Azienda alla Procura della Repubblica per la mancata esibizione della documentazione riguardante le assunzioni del personale. Nel frattempo il Consiglio di Amministrazione si è dimesso. Il direttore, che dovrebbe essere il legale rappresentante dell’Azienda, tace. Intanto la stampa incalza, per giorni e giorni, per settimane: Palazzo Iacono annuncia la nomina di un nuovo CDA, è solo questione di ore, oggi, domani. Ma pare che pazzi in giro non ce ne sono. Nel frattempo si annuncia un nuovo progetto per la raccolta dei rifiuti (ma il Consiglio Comunale non l’aveva approvato giusto l’anno scorso?) e l’avvio della raccolta differenziata entro 60 giorni. Ma già dal primo annuncio i sessanta giorni sono trascorsi. Oggi il Sindaco dichiara che la nomina del nuovo CDA non è prioritaria, ma allora chi governa l’Azienda? Tutto è rinviato alle decisioni del Consiglio Comunale, il quale dovrà dichiarare la soppressione del servizio e l’avvio della privatizzazione, soltanto dopo il Sindaco può nominare il Liquidatore senza prima avere presentato un Progetto di dismissione dell’azienda, che allo stato ancora non esiste, e bandire la nuova gara. Secondo i principi della rivoluzione della dignità enunciati da Crocetta in questi casi cosa bisognerebbe fare? Come minimo mandare tutti a casa! Ce la farà il nostro eroe… ?

Considerato che tutti i Comuni della provincia sono fuorilegge in materia di rifiuti perché, per legge, nessuno dovrebbe gestire direttamente il servizio di raccolta, dovendovi provvedere, per legge, l’ATO Ambiente, non sarebbe più utile e conveniente insediare il nuovo CDA della istituenda SRR, composto, per legge, dai Sindaci, per bandire l’appalto del servizio unico per tutti i comuni della provincia? Il signor Commissario straordinario della Provincia non può intervenire per accelerare l’iter di formazione del nuovo organismo? Non è che per caso la rivoluzione siciliana che tutti dichiarano di volere attuare alla fine consiste nello scaricare sempre sugli altri ogni responsabilità?

martedì 22 maggio 2012

A proposito di rifiuti e di sicurezza ambientale


La settimana appena trascorsa ha visto la questione rifiuti alimentare il confronto politico cittadino, con particolare riferimento alla grave situazione in cui versa l’AMIU. Mi è parso che tutti concordono per la dismissione dell’azienda speciale, ma non ho avuto modo di leggere un’analisi seria ed approfondita della questione, che non è l’AMIU di per sé, quanto l’emergenza ambientale che coinvolge l’intero territorio della provincia di Ragusa e le iniziative di carattere amministrativo che con urgenza occorre adottare prima che l’emergenza si trasformi in dramma. Per quanto riguarda l’AMIU ciò che preoccupa è l’esposizione debitoria che ammonta a circa 17 milioni di euro. Si tratta di una cifra notevole di cui si dovrà fare carico il bilancio del Comune unitamente all’altro debito che il Comune detiene nei confronti dell’ATO. Considerato che né lo Stato né la Regione hanno alcuna intenzione di sanare la situazione debitoria dei comuni, questo debito è presumibile che dovrà ricadere sulle tasche dei cittadini. E’ lo specchio di quest’Italia che non riesce ad amministrare le proprie risorse con rigore e, soprattutto, con oculatezza. Tutti, indistintamente, si sono espressi per rimarcare che l’AMIU è stato in tutti questi anni un ammortizzatore sociale ed oggi, tutti, indistintamente, sono d’accordo sul fatto che l’azienda, indebitata com’è, deve essere liquidata. Ma se tutti concordano sul fatto che l’AMIU oltre ad occuparsi di rifiuti ha funto da ufficio di collocamento, e non sempre nel pieno rispetto della legalità, secondo quanto affermato dai detrattori,  per quale motivo ora si dovrebbe liquidare? Alcuni sostengono che bisogna procedere con la liquidazione perché previsto dalla legge. Ma è certo che la legge prevede proprio la liquidazione delle aziende speciali? Oppure si tratta di società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali? Pare che in alcune regioni, come la Puglia,  molti comuni hanno chiesto, prima di procedere alle dismissioni, appositi pareri alle sezioni regionali della Corte dei Conti e, in alcuni casi, sembra che tali pareri siano piuttosto favorevoli al mantenimento delle società, sempre che queste producano servizi di interesse generale. Tra l’altro in provincia di Ragusa ci troviamo nella particolare situazione in cui l’ATO non svolge alcun servizio, né il soggetto attuatore, individuato nell’ordinanza n. 151 del Presidente della Regione, ha provveduto, malgrado siano trascorsi oltre 6 mesi, a bandire la gara su base provinciale per l’individuazione della ditta cui affidare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il Vice sindaco Cilia, in una recente intervista, ha dichiarato che l’ipotesi prima prospettata della partecipazione al progetto dell’ATO CL2 di Gela non è più perseguibile (ma va là?) e che la soluzione ultima scelta dall’Amministrazione vittoriese era quella di affidarsi all’ATO di Ragusa per la realizzazione della raccolta differenziata, oltre a procedere urgentemente alla dismissione dell’AMIU (Eventisicilia 10 maggio 2012). Ma resta il fondato sospetto che anche questa prospettazione trovi ostacoli difficili da superare. La legge finanziaria regionale pubblicata lo scorso 11 maggio, infatti, a proposito di ATO stabilisce che “..le gestioni cessano il 30 settembre 2012 e sono trasferite in capo ai nuovi soggetti gestori con conseguente divieto per i liquidatori degli attuali Consorzi e Società d’ambito di compiere ogni atto di gestione. Gli attuali Consorzi e Società d’ambito si estinguono entro il 31 dicembre 2012” ; inoltre, la circolare n.1 del 16 maggio 2012 ribadisce che “In aderenza al citato dettato normativo, che di fatto modifica e integra l’articolo 19 comma 12 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, quindi i liquidatori potranno, solo entro e non oltre il citato termine, porre in essere atti di gestione, i cui effetti comunque dovranno cessare entro il 31 dicembre 2012, data entro la quale dovrà avvenire, sempre ai sensi del citato comma 2 bis, l’estinzione dei consorzi e delle società d’ambito. Gli atti di gestione, ivi compresi quelli riguardanti il personale, posti in essere o producenti effetti oltre i suddetti termini, in quanto emessi in carenza di potere, saranno viziati pertanto da nullità.  Pertanto  appare assai difficile, stante la ripartizione delle competenze in atto previste dalla legge, anche in riferimento all’ordinanza 151, che l’ATO possa indire la gara. Tra l’altro non si capisce perché il Comune rinuncia a perseguire la strada di una soluzione alternativa all’ATO e alle SRR visto che la stessa legge regionale prevede che:” I comuni possono presentare all’Amministrazione regionale, ai sensi del citato articolo 3 bis ed entro il 31 maggio 2012, la proposta di individuazione di specifici bacini territoriali di dimensione diversa da quella provinciale, purché la proposta sia motivata sulla base di criteri di differenziazione territoriale, socio economica, nonché attinenti alle caratteristiche del servizio”. La possibilità di consorziare i Comuni dell’area trasformata ai fini del trattamento dei rifiuti mediante la raccolta differenziata, a mio avviso, potrebbe costituire un’occasione straordinaria per rendere il servizio efficiente ed efficace anche per quanto riguarda i costi di gestione. Ritengo, pertanto, che tra un’improbabile assunzione del servizio da parte dell’ATO di Ragusa, prossimo alla chiusura, e la possibilità di sperimentare un nuovo percorso che vedrebbe il Comune di Vittoria capofila dei comuni costieri, credo che questa seconda ipotesi potrebbe essere di gran lunga la più percorribile. Di fronte al rincorrersi di proposte, di cifre, di proclami che finora hanno soltanto creato tanta confusione tra i cittadini, e anche tanta preoccupazione, sarebbe opportuno che il Sindaco di Vittoria procedesse al più presto alla convocazione di un tavolo tecnico, cui chiamare a partecipare persone “veramente” competenti, per definire in tempi brevissimi un percorso amministrativo chiaro e finalmente definitivo per risolvere il problema dei rifiuti a Vittoria e anche quello della messa in sicurezza della discarica, senza il quale la Città rischia di precipitare nella pattumiera e, con essa, la sua classe politica.